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Un castello sulle nuvole

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Un lungo viaggio

Il viaggio è stato lungo, i miei passi non sono più quelli di una volta, neanche i miei sogni, che sono asincroni con il mondo immediato in cui viviamo oggi. Il viaggio è stato lungo ed estenuante e io, che sono stato un viaggiatore per gran parte della mia vita, sono rassegnato ad accettare che ora questo cuore avventuroso sia rinchiuso in un'armatura vecchia e obsoleta, che tuttavia porta le cicatrici del suo intenso passato. Il viaggio è stato lungo ma ne è valsa la pena, considerando che sarà l'ultimo. Allontanarmi da questa città fu come un divorzio forzato, un addio senza preavviso. Dopo aver perso la mia famiglia nell'inverno del 1964 in quel dannato incidente stradale, mi convinsi ad allontanarmi completamente da quegli sguardi pietosi di tutti quelli che mi si avvicinavano. Anni dopo capii che qualcuno voleva davvero aiutarmi, ma quando sei giovane le idee più aggressive e audaci vincono. Vendei tutto e attraversai l'Atlantico per curare le mie ferite fisiche e...

L'altro lato del letto

È l'ennesima volta che torno a casa tardi per aver ceduto di nuovo alle tentazioni degli amici dopo la partita di calcetto del venerdì sera. Attraverso la sala da pranzo, guidato dallo schermo del cellulare e quando arrivo in cucina svuoto senza difficoltà mezza caraffa d'acqua. Questa routine già ripassata e rivista mi sarebbe servita in passato a sbozzare mentalmente la scusa che mi avrebbe risparmiato dal finire condannato a dormire sul divano. Ma questa volta non voglio impegnarmi, ho deciso di assumermi le conseguenze dei miei errori. Mi spoglio mentre salgo in punta di piedi sulle scale, convinto di sottomettermi alla punizione imminente, un azzardo che tuttavia mi dà un senso di calma mentre apro lentamente la porta della camera da letto. Guardo la forma del suo corpo, coperto sotto le lenzuola dall'altro lato del letto, recupero il pigiama sotto il cuscino e in poco tempo mi ritrovo sdraiato, sbronzo e pentito. Dubito della mia capacità di intrufolarmi inavvertito, ...

Déjà vu

L'uomo che seguo con attenzione non si ferma un minuto e continua a camminare a passo spedito. Sono a una quarantina di metri dietro di lui, a volte guarda in entrambe le direzioni, come se fosse un tic nervoso. Tiene le mani in tasca, forse è il freddo tenue dell'inverno quasi spento o forse si nasconde lì il motivo per cui lo seguo. Non perdo di vista il mio obiettivo, a furia tanto guardarlo posso prevederne i movimenti. Cammina in modo strano, come se le sue scarpe lo infastidissero ed evitasse l'attrito con i talloni ad ogni passo. La sua mania di guardare ai lati ha cominciato a infastidirmi, così decido di calmarmi accendendo l'ultima sigaretta, mentre proseguiamo lungo l'enorme e trafficato viale. Nei cinque secondi che mi ci sono voluti per accendere la sigaretta, due soggetti mi hanno superato su entrambi i lati e mi ci sono voluti altri cinque secondi per capire che stavano cercando lo stesso uomo. La mia curiosità si trasforma in preoccupazione, e la pre...

Camera a gas

Tutto cominciò un martedì mattina con un semplice fastidio al collo. Elena diede la colpa al suo cuscino, che non aveva più la forma ergonomica di prima. Due giorni dopo, tuttavia, trovò dei lividi e graffi su diverse parti del suo corpo sempre più dolorante. Quando il medico le spiegò che poteva trattarsi di sonnambulismo, lei rifiutò l'idea di prendere appuntamento dallo psicologo e di monitorare le sue funzioni vitali durante il sonno. Non beveva, non fumava, aveva sempre fatto attenzione a ciò che mangiava e da quando frequentava l'università andava in palestra, sembrava strano che le stesse capitando un disturbo del genere. La paura di dover stravolgere la sua routine le fece annullare la prossima visita programmata dallo specialista. Chiese alla sua migliore amica di trascorrere la notte insieme, osservando i suoi movimenti. Lei arrivò il venerdì con il computer carico di film, pronta per rimanere sveglia. Entrambi aprirono gli occhi il giorno dopo alle nove. L'amica ...

Jet lag

In una relazione a distanza il meglio che si possa fare, prima ancora che confidare nell’amore, è confidare nella fortuna, come un soldato giovane e inesperto che spera di tornare vivo dalla guerra per poter baciare ancora la sua fidanzata.

Un giorno in meno

La routine era quella triste malattia che contagiava inevitabilmente chi va a lavorare nell’Ufficio di Contabilità della FuelDiscover, la prima società petrolifera del paese. Da buon gigante corporativo, aveva le tasche piene di soldi, cosa che attirava gente disposta a far solide radici sulla proprie sedie fino a ricevere il tanto agognato assegno di pensionamento.

Il figlio dei vicini

Se la vita fosse una serie di percorsi già determinati, probabilmente ci saremmo estinti già da un pezzo. A chi si è mai domandato il perché delle cose, dobbiamo ciò che abbiamo ed esistiamo oggi giorno perché, per quanto insignificante possa sembrare un cambiamento, uscire dal prestabilito rappresenta di per sé un traguardo.